disegno di Francesca Leone





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Castello Aragonese di Ortona
(Chieti)

seconda metà sec. XV

Ortona, in origine municipio romano, venne prima incendiata dai normanni e poi ricostruita dagli svevi. Ottenuta in feudo da Giacomo Caldora, questi la cinse di mura e fu proprio grazie alla difesa realizzata che la cittadina riuscì a resistere nel 1442 al prolungato assedio di Alfonso di Aragona. Quest'ultimo nel 1452 fece erigere un castello che ancor oggi si conserva, anche se in stato di completo abbandono.

Le rovine sono in condizioni irrecuperabili, non soltanto per consunzione propria, ma soprattutto a causa del terreno franoso che ha fatto scomparire la cortina settentrionale e parte del torrione nord-ovest. Nonostante tutto, si possono ancora notare alcune caratteristiche del castello: possiede una pianta trapezoidale, non esattamente regolare, comunque quadrilatera, con quattro torrioni rotondi altamente scarpati agli angoli, secondo lo schema aragonese diffuso in tutto il mezzogiorno. Il lato occidentale è alquanto bombato, mentre il lato orientale è affacciato sul porto; le cortine e le torri sono della stessa altezza; un redondone divide la parte superiore da quella inferiore. La muraglia è varia perchè costituita da diverse pietre squadrate male, ciottoli e mattoni.


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