disegno di Paolo Di Giulio





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Torre di Cerrano - Pineto
(Teramo)

Fine sec. XVI

Il luogo dove attualmente sorge la Torre nel medioevo era una posizione di avvistamento e indicava il territorio nel quale sorgeva il porto Cerrano-Matrinus del periodo romano (I e II sec. d.C.).

Nell'estate del 1556 i Turchi assalirono i paesi costieri dell'Abruzzo e furono contrastati grazie alle postazioni difensive volute dal Vicereame spagnolo di Napoli, e cioè robuste torri (come quelle di Martinsicuro, Alba Adriatica, Giulianova) erette lungo la fascia costiera abruzzese e in particolare lungo le foci dei fiumi, dove si erano formati piccoli porti e approdi per le navi.

Queste torri avevano la funzione sia di respingere il nemico e sia di avvertire, con spari e con altri mezzi rudimentali, le popolazioni dell'interno.

La torre di Cerrano deve il suo nome all'omonimo torrente che scende da Atri; fu realizzata due anni dopo l'assalto dei Turchi e si trova nei pressi di Pineto (paese costiero del Teramano), a ridosso della spiaggia, gradevolmente inserita in un ambiente di rara bellezza, circondata da alti pini marittimi.

Il basamento, su impianto quadrato, nella parte superiore, è caratterizzato da quattro robusti beccatelli, sormontati da sei merli di fattura guelfa; la parte che è stata successivamente costruita, ma arretrata, poggia su sei beccatelli di più piccole dimensioni rispetto ai precedenti e termina anch'essa con merlatura alla guelfa. La torre agli inizi del sec. XX ha subito lavori di ampliamento e sopralzo che hanno cambiato l'aspetto originario, anche per via delle modifiche apportate alla linea ferroviaria. Grazie alla sopraelevazione del terrazzo e agli altri interventi murari, ha assunto un aspetto ancor più massiccio, che ora si evidenzia nell'ambiente circostante.

Questa torre, oggi ben conservata, dapprima proprietà privata, in seguito fu adibita ad abitazione civile quindi acquistata dall'Amministrazione Provinciale e trasformata in "laboratorio di biologia marina e fluviale".


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