Lanciano (CH) e Vasto (CH) sono le due località abruzzesi nelle quali la lavorazione della cera si è affermata già nel 600, continuando poi ad essere praticata da alcune aziende che hanno adeguato le loro produzioni ai cambiamenti di mercato.
Furono dei cerai napoletani ad introdurre questattività nella zona frentana, favorendo lo sviluppo di botteghe che erano in grado di fabbricare sia candele di uso ordinario che grandi ceri utilizzati nelle cerimonie religiose.
Fanno parte dellintensa storia artigiana e mercantile di Lanciano due famose cererie, una delle quali ha conservato attrezzature e tecniche tradizionali.
Per fabbricare i lumini per cimiteri, articolo fra i più richiesti, la cera solida viene disciolta in un gran recipiente e poi spinta da una pompa in un macchinario con stampi cilindrici; qui la cera si solidifica grazie al costante passaggio di acqua fredda in una vasca sottostante. Anche le classiche candele sono realizzate facendo indurire la cera intorno ai fili per i lucignoli che, fissati a dei cestelli girevoli, vengono immersi ed estratti più volte dalla massa di cera fusa, finché questa non è perfettamente addensata e del giusto spessore; le trafile, con fori di diversa misura, servono poi a calibrare il diametro delle candele stesse.
Molti altri sono i prodotti che scaturiscono dalla lavorazione della cera. In passato prevalevano i grandi ceri votivi che venivano acquistati sia in ambito urbano che dalle famiglie contadine dei dintorni: alcuni erano vere opere darte con decori realizzati a mano, generalmente figure sacre e scritte, oggi sostituite dalle più pratiche decalcomanie. In questi lavori, lartigiano poteva esprimere al meglio le sue capacità non solo tecniche, ma anche artistiche.
Meno esclusivi ed originali, ma ugualmente validi dal punto di vista qualitativo sono gli articoli di smercio attuale, che non si limitano alluso liturgico: candele per uso domestico ed ornamentali, lumini per cimiteri, ceri votivi, candele per processioni con carta paraffinata.
Oggi che lilluminazione elettrica costituisce la normalità, le candele riconducono il pensiero ai ritmi di vita del passato, legati ai tempi della luce solare che unica consentiva di svolgere le attività principali della giornata. Ammonisce un proverbio: Donn e ttele nin zi vede a llume di cannele (donne e tele non si guardano a lume di candela).