Quella di intrecciare vimini ed altre fibre vegetali è un'arte tipicamente contadina; tutti gli anziani della campagna, chi con maggiore chi con minore abilità, sanno confezionare canestri per i normali usi domestici.
I cesti più in uso sono quelli con il fondo e le costolature laterali in vimini e le pareti in listelli di canna, perché richiedono minor tempo ed impegno rispetto a quelli interamente in vimini; questi ultimi possono essere scortecciati, e quindi assumere un colore paglierino, oppure lasciati al naturale con la corteccia scura. A volte i due tipi vengono alternati ed allora in canestro ha una maggiore vivacità decorativa.
L'uso delle canne è dovuto anche all'attuale difficoltà nel trovare i vimini che si ottengono dalla potatura di piante come il salice, l'olmo e l'olivo.
Le piante vengono potate d'inverno; i vimini che ne nascono in primavera vengono tagliati durante l'estate, e poi puliti e conservati per l'inverno, quando il ridotto impegno sui campi lascia più tempo disponibile per queste attività accessorie. Prima di essere intrecciati, devono essere tenuti in acqua per una nottata circa e poi lavorati ancora umidi.
Dall'intreccio di fibre vegetali - canne, vimini, foglie di granturco, giunco, paglia - è possibile ricavare recipienti di diversa forma e capacità, secondo gli usi cui sono destinati: i canestri, piccoli per uova, frutta ed altri alimenti, o grandi, per riporre i panni lavati o per far asciugare i pomodori; i cesti di grandi dimensioni, un tempo usati per trasportare a dorso di mulo varie derrate alimentari e prodotti agricoli; i vassoi per l'essicazione al sole dei fichi; i grandi silos per la conservazione del grano; i cestini per contenere ricotte e formaggio pecorino da far stagionare; i rivestimenti per fiaschi e damigiane.
E no va dimenticata l'impagliatura delle sedie che appartiene anch'essa alle multiformi abilità contadine, attività svolta in passato sia in famiglia che come specialità artigiana vera e propria.
Oggi, in molte contrade d'Abruzzo, vi sono ancora anziani agricoltori che continuano ad intrecciare sapientemente vimini ed altre fibre per le necessità domestiche o anche rivolgendosi ad un'utenza locale; ma si fanno sempre più numerosi i laboratori che adattano le loro produzioni alle richieste attuali del mercato, offrendo manufatti che associano la tradizione delle tecniche con la modernità delle nuove forme nel campo dell'arredo, dell'abbigliamento, dell'oggettistica.
La concorrenza degli oggetti d'importazione, provenienti soprattutto dall'Oriente, è notevole, ma non si possono non apprezzare le peculiarità estetiche e funzionali di quelle forme che trovano le loro radici nella nostra tradizione agro-pastorale più antica e che ora continuano a vivere nella sperimentazione di nuovi percorsi produttivi.
Materiali ad intreccio di fattura antica e moderna si possono ammirare in alcuni musei etnografici della regione, dal Museo delle Genti d'Abruzzo (Pescara) al Museo delle Tradizioni ed Arti Contadine (Picciano - PE) dal Museo Civico Etnografico di Bomba (Bomba - CH) al Percorso-Museo della Civiltà Contadina e del Lavoro (Collelongo - AQ).