Antiche leggende contadine narrano che la gran parte delle chiese medievali abruzzesi furono costruite dai paladini, esseri giganteschi ed operosi vissuti in epoca arcaica, capaci di erigere edifici imponenti in poco tempo e senza impalcature.
In realtà, sappiamo che quelle grandi opere furono possibili grazie alla perizia di valenti scalpellini, uomini che hanno saputo trarre dalla pietra tutti gli elementi necessari alla loro edificazione.
Un ricco patrimonio di architetture ed oggetti sta ancora oggi a testimoniare il consolidato uso della pietra nella tradizione artigiana abruzzese.
Di esso fanno parte diversi resti di mura megalitiche italiche, come quelli visibili a Colle Mitra, vicino Sulmona (AQ), ad Alba Fucens (AQ), su Monte Pallano (CH); i numerosi eremi edificati nellalto medioevo, addossati alle pareti di roccia viva e parte integrante di esse; le abbazie benedettine, che associano limponenza delle forme architettoniche alla ricchezza decorativa dei fregi su rosoni e portali; le chiese tratturali, di struttura essenziale e compatta, gli insediamenti stabili dei centri abitati montani e quelli temporanei delle capanne a tholos o delle grotte adattate a ricoveri estivi pastorali, con muretti frontali in pietra a secco.
La pietra ha avuto largo impiego anche nella fabbricazione di strumenti necessari al lavoro agricolo - pozzi, torchi, macine da grano e da frantoio, vasche per la pigiatura delluva e per la decantazione dellolio - ed alle attività domestiche orci, mortai, pesi da telaio, schiacciapatate ed altro.
Ed ancora, ma più sporadicamente rispetto agli ambiti già descritti delledilizia e dellattrezzatura contadina, questa materia compare nellartigianato pastorale, con piccole sculture che si affiancano al repertorio di oggetti in legno intagliato e che sono frutto della passione individuale, piuttosto che della specializzazione artigiana vera e propria. Ne è un esempio interessante la scultura che raffigura una testa umana, trovata negli anni 70 in uno stazzo di pastori sulla Maiella ed oggi esposta presso il Museo delle Genti dAbruzzo di Pescara.
Altri musei etnografici abruzzesi conservano grandi manufatti in pietra, come mole da frantoio e torchi per luva, a Picciano (PE), Bomba (CH) e S. Benedetto in Perillis (AQ).
In passato, i lavori edili erano quelli prevalenti. Sotto la guida di un maestro scalpellino, intere squadre di muratori provvedevano a spaccare, sbozzare e squadrare i blocchi di pietra estratti dalle cave e trasportati alla bottega a dorso di mulo; al maestro spettava la rifinitura dei pezzi migliori, utilizzati non per le murature, ma per i portali, le architravi, i caminetti, che egli sapeva intagliare modellandoli in forme floreali, stemmi, figure zoomorfe e fantastiche, mascheroni da inserire sui portali o sotto i balconi con funzione magico-protettiva.
I disegni, riportati prima su carta, si ricavavano da libri o da opere già realizzate; qualche anziano racconta di aver anche rubato dei disegni, recandosi di notte a realizzare un calco in argilla su portali di case esistenti.
Famosa è la pietra della Maiella, bianca e tenera, lavorata dagli scalpellini di Pescocostanzo (AQ), celebri fra il XVII ed il XVIII secolo, e da quelli di Manoppello (PE), Pennapiedimonte (PE) e Lettomanoppello (PE)
Per secoli, dalle cave di Poggio Picenze (AQ), si è tratta una pietra finissima, facilmente lavorabile, eppure resistente al tempo. Per queste sue caratteristiche, essa era preferita da scalpellini, artisti, scultori del passato che ne hanno ricavato materiale da costruzione, ma soprattutto fregi, portali, balconate e facciate di chiese e palazzi, ed ancora altari, fonti battesimali ed acquasantiere.
Oltre a caratterizzare la gran parte dellarchitettura locale, la pietra del Poggio è presente negli edifici più eleganti dellAquila, monumenti sia sacri che civili, come il mausoleo al Papa Celestino V nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio e la cappella della famiglia Camponeschi.
Notevole è tuttora la fama di Lettomanoppello, dove alcune botteghe mantengono viva una tradizione antichissima di lavorazione artigianale della pietra; oggi si realizzano soprattutto interventi di restauro e si producono elementi di complemento per strutture abitative ed arredamenti, caminetti, bassorilievi, sculture, fontane. Si tratta di un artigianato artistico molto vitale che arricchisce gli stilemi del passato con spunti di moderno design.
Altri artigiani operano a S. Valentino in Abruzzo Citeriore (PE), Roccamorice (PE), Pacentro (AQ), Sulmona (AQ), Guardiagrele (CH), Lanciano (CH), LAquila.