Ricca e varia è la tradizione musicale abruzzese, alimentata per secoli dalla competenza di artigiani specializzati nella costruzione di strumenti di diverso genere: dagli organi agli strumenti a fiato e a corde.
Larte dei liutai è tuttora praticata allAquila, a Sulmona (AQ) e nel chietino da esperti costruttori, altrettanto abili nelle riparazioni e nelle accordature: maestri che sanno esprimere tutta la loro esperienza e perizia tecnica nella scelta dei materiali, in base a qualità e stagionatura, nelle proporzioni e nellassemblaggio delle parti che formano la cassa armonica, nei decori e nelle rifiniture, nellapplicazione delle corde armoniche.
Riguardo queste ultime, non va dimenticato che, in alcune località abruzzesi, Salle (PE) e Musèllaro (PE) in particolare, hanno avuto una ricchezza e qualità di produzione tali da dare loro una fama non trascurabile anche oltre i confini regionali già nel 600, come risulta da documenti darchivio che attestano la diffusione di apprezzati cordari abruzzesi a Roma, a Napoli e in tutta lItalia centro-meridionale.
Oggi, ridottosi sensibilmente il numero dei produttori (fra il 600 e l800 se ne contavano nella zona più di cento), anche il tradizionale complesso procedimento di lavorazione delle budella ovine per ottenere corde sottili e resistenti è stato sostituito dalluso di materiale sintetico; ma è giusto segnalare (ricordare) quanto delicato e qualificato lavoro ha dato vita per secoli al suono perfetto di migliaia di violini, viole, violoncelli, contrabbassi, chitarre e simili.
Alcune attrezzature utilizzate in passato da cordari sallesi sono oggi esposte nel Museo Etnografico Diana e Tamara a S.Eufemia a Maiella (PE).
Non si può, però, parlare di strumenti musicali nella tradizione di questa regione senza citarne uno che continua ad essere protagonista in tutte le feste popolari, nelle sagre, nelle cerimonie di origine contadina che si svolgono in tante contrade della campagna abruzzese: il ddubbòtte, ovvero lorganetto a due bassi.
Famosi sono quelli fabbricati a Casoli, frazione di Atri (TE), ma artigiani di questo settore si sono affermati anche a Giulianova (TE), a Chieti, a Penne (PE), rispondendo a ordinazioni provenienti da tutta Italia e dallestero.
Anche la costruzione del ddubbòtte richiede una particolare competenza: occorre lavorare il legno che forma la struttura principale, applicarvi il mantice, fissare allinterno le voci (lamelle in metallo che producono il suono), aggiungere le rifiniture colorate, le fascette decorative con gli intarsi e la tracolla.
La fase più delicata è senza dubbio laccordatura, frutto di una paziente serie di prove sulla sonorità di ogni singola voce.
È così che nascono gli organetti destinati a rallegrare tante riunioni ed occasioni festive, sotto il tocco abile di suonatori sia giovani che anziani, magari incoraggiati da un buon bicchiere di vino.
L'universo della musica popolare si arricchisce anche di strumenti che non sono opera di specialisti, ma di appassionati o di costruttori autodidatti: ne derivano interessanti riproposizioni di esemplari che appartengono alla tradizione agro-pastorale più antica, quali tamburelli di varia dimensione, sistri ricavati da forchettoni da cucina, "struvulatòre" (tavole di legno per lavare i panni usate a mo' di strumento tramite lo strofinamento con una bacchetta di legno) "tric e trac" e "valichìre" (vari tipi di raganelle di legno che producono un suono di accompagnamento forte e ritmico), "vattefòche" (strumento simile al "putipù" napoletano), zufoli di canna, fischietti.