Le immagini del passato ci mostrano spesso scene di lavoro nei campi in cui compaiono bestie da soma dai basti carichi di barili, barilotti o bigonci, recipienti allora indispensabili per il trasporto di una gran varietà di prodotti agricoli - vino, frutta, cereali, erbaggi - ma anche, all'occorrenza, terra, pietre, letame.
Altrettanto necessari erano i tini, utilizzati durante le fasi di lavorazione dell'uva e di produzione del vino.
Ma chi riforniva i contadini di questi contenitori? Ed oggi possiamo ancora trovare costruttori di tini e bigonci in legno?
I rappresentanti attuali di questa categoria, anche in Abruzzo, sono ormai molto pochi, ma se si gira per le fiere di tutto l'entroterra di Vasto (CH) ed anche un po' più in là, verso il Molise, la Campania e la Puglia, non si può non incontrare l'ultimo tinaio di Castiglione Messer Marino (CH), erede di una famiglia che conta tinai e barilai da generazioni. Nel suo lavoro e nei suoi manufatti troviamo le tracce di una tradizione artigiana di qualità che, come è avvenuto anche per altri mestieri, si è adattata nel tempo alle mutate richieste del mercato.
Oggi, sono di uso corrente nuovi materiali, primo fra tutti la plastica, ma un tino di legno di buona fattura resta comunque un prodotto funzionale e durevole.
La sua costruzione è frutto di precise tecniche e di antica esperienza.
Da tronchi di abete, un legno dolce che si asciuga facilmente e non dà cattivo sapore al vino, si tagliano delle assi che si fanno stagionare al sole per tutta l'estate. Dalle assi si ricavano poi le doghe che vengono accostate l'una all'altra e strette con due grandi cerchi: questi possono essere in legno, secondo la modalità tradizionale e, in questo caso, si modellano facendoli bollire nell'acqua per qualche minuto e stringendoli intorno alle doghe con una forma della misura desiderata; le due estremità si chiudono ad incastro. Oggi, comunque, sono molto richiesti i tini con i cerchi in ferro che si fissano alle doghe grazie a robusti chiodi.
Il tinaio fabbrica durante l'inverno i pezzi che poi vende, oltre che nel suo laboratorio, soprattutto nelle fiere primaverili ed estive; il periodo di maggiore smercio è, naturalmente, quello vicino ai mesi della vendemmia e della vinificazione, dalla metà di agosto alla metà di ottobre.
I tini sono il prodotto principale, ma si producono anche botti e barili di varia dimensione, bigonci, recipienti per misurare i cereali o altri alimenti, tinozze per lavare i panni: una gamma di manufatti ben definita, essenziale, di qualità.