PRESENTAZIONE - v. 1.5

 

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Gruppo di lavoro
Il protocollo DISM
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ISMD® (acronimo di International Standard Museum Description), nella sua traduzione italiana Descrizione Internazionale Standard dei Musei (DISM®), è un protocollo, attualmente in fase di sviluppo, inerente l’organizzazione strutturata di dati eterogenei in ambito museale e catalografico.

Il protocollo consiste in una serie di procedure, estremamente semplici, finalizzate a:

  • ottenere in forma ordinata e standardizzata i dati essenziali, di carattere permanente, di materiale polimorfico classificabile in formato digitale;
  • ordinare e ricercare dati concernenti fondi, collezioni, archivi e database inerenti beni ed attività culturali;
  • costruire all’interno dei dati catalogati percorsi specializzati o personalizzati di visita;
  • sviluppare altre funzioni dedicate in corso di studio.

Estensione del protocollo internazionale ISAD(G) (International Council on Archives, Stoccolma, Settembre 1999), specifico per strutture museali, DISM-ISMD® nasce in seguito all’esigenza, avvertita ormai da numerosi utenti di Internet, di reperire dati informativi essenziali in modo rapido e preciso nell’ottica del web semantico (semantic web). Molte volte dati quali, ad es., gli orari di ingresso, un semplice numero di telefono, le attività collegate, le collezioni o le mostre temporanee in corso richiedono una ricerca faticosa delle pagine contenenti tali informazioni. La soluzione è un protocollo di comunicazione in grado di garantire una “standardizzazione” nella presentazione dei dati da utilizzare quale indice di riferimento dei contenuti e delle attività nonché delle strutture collegate. Il protocollo DISM-ISMD® è nato per favorire la diffusione e lo sviluppo di regole di presentazione dei dati nel rispetto delle singole identità.


Quali sono i vantaggi del protocollo DISM-ISMD®

I vantaggi di avere una base dati sempre disponibile in formato standard sono evidenti: ma DISM-ISMD® va oltre proponendo un protocollo poco “formale” e molto “sostanziale”. Abbandonati i preistorici tag di definizione e regole barocche ed astruse che hanno complicato ulteriormente ciò che già è complicato di per sé (si veda, quale esempio negativo, l’ISBD in campo bibliografico), retaggio di un’epoca nella quale il “programmatore” regnava incontrastato nel mondo dei computer e nella quale gli utenti erano schiavi delle “macchine”, il protocollo mira ad invertire la norma costituita: DISM-ISMD® è stato ideato per gli operatori e addetti del settore e non richiede alcuna conoscenza di programmazione o studi pluriennali per lo sviluppo del codice. La struttura del protocollo è di una semplicità elementare, così da poter essere facilmente compresa da persone in possesso di conoscenze informatiche di base, in grado tuttavia di utilizzare al massimo la potenza e la flessibilità dei computer di qualsiasi modello.

Esaminiamo, in breve, le caratteristiche del protocollo:

  • descrizione di aree informative primarie facilmente identificabili;
  • dati, anche complessi, immediatamente disponibili in forma strutturata;
  • aggiornamento degli stessi in real-time;
  • compilazione open-tag della struttura;
  • ricerca dei dati per soggetto e per aree;
  • possibilità di creare percorsi informativi, di studio e di ricerca, personalizzati;
  • estrema semplicità funzionale;
  • sicurezza ed affidabilità delle procedure;
  • espandibilità infinita;
  • massima compatibilità grazie alla separazione dei dati dal codice.

 

La struttura del protocollo DISM-ISMD®

In questa sezione esamineremo, a grandi linee, le basi del protocollo: per una descrizione tecnica si rimanda il lettore alla sezione dedicata. DISM individua delle classi di informazioni suddivise in base ai contenuti ed alle funzionalità: una classe primaria potrebbe essere, ad es., per un museo, quella relativa ad informazioni di interesse “logistico” per il pubblico, quali, sempre ad esempio, il nome del museo, la descrizione, gli orari, l’indirizzo, il telefono, ecc. Questa classe, di base nel protocollo, è definita per convenzione “standard” ed è sempre presente. Ciascun tipo di informazione è suddiviso in “aree” (es.: area del nome, area della descrizione, area dell’indirizzo, ecc.) che ampliano il concetto ristretto di “dato” in quello più complesso di “soggetto”. In una semplice analogia con un database, in DISM-ISMD® ogni record è una directory ed ogni campo è un file, a realizzare una sorta di “iperdatabase” con struttura dinamica ad albero. La classe standard delle aree logistiche è dunque una directory nella quale ogni file costituisce una singola area e può avere contenuti che vanno oltre il singolo dato (ad es. accanto alle indicazioni relative all’orario normale di apertura potrebbero esserci orari specifici per giorni particolari, modalità di accesso su prenotazione, “facility” per gli studiosi e, non ultime, notizie storiche sulla scelta di quel determinato orario di apertura, notizie sul tempo e gli orologi, nozioni di fisica (es. il pendolo), la biografia di Galileo, ecc. ...) realizzando una “soggettazione” strutturata, assolutamente personale, di carattere più ampio e generale rispetto alla tradizionale “forma” del record. L’esempio può essere facilmente applicato al materiale di tipo digitale: ogni tipologia di materiale o singolo elemento presentano caratteri unici che possono essere descritti esclusivamente lasciando libera la classificazione all’interno di una struttura ben codificata. In un confronto con ISBD, protocollo di catalogazione libraria, notiamo che viene superato il concetto ristretto di descrizione ordinata individuata da codici posizionali e punteggiature convenzionali, per favorire il dato rispetto alla regola, la “sostanza” rispetto alla “forma”.

Tutto questo può sembrare differenza di poco conto ma pensiamo per un attimo alla possibilità di realizzare un protocollo personale, non legato a regole esterne, strutturato secondo le proprie esigenze e, pur tuttavia, in grado di essere letto da chiunque grazie ad una uniformità lessicale e strutturale (il protocollo) alla base del codice. Accanto alla classe standard, l’operatore può infatti accostare un numero indefinito di classi proprietarie, adeguatamente descritte, in grado di offrire una visione assolutamente particolare, unica ed originale, sia del percorso di fruizione del materiale che della filosofia alla base delle scelte tecniche espositive. La forza del protocollo DISM-ISMD® risiede proprio nella flessibilità e adattabilità del codice alle proprie esigenze ed alla facilità di reperimento delle informazioni che prevedono una ricerca effettuata sui “soggetti” piuttosto che sul singolo dato.

Il protocollo è dunque basato su questi semplici concetti: una classe (directory) che descrive delle aree (file) le quali a loro volta forniscono dei contenuti (testo, grafica, documento sonoro o codice). Accanto alle aree standard, una serie di aree personalizzate con una descrizione “a livelli” del soggetto. Tecnicamente, si ottiene una struttura estesa di tipo XML a descrizione proprietaria: ciascun utente definisce le proprie regole e le illustra alla comunità.

 

Il gruppo di lavoro DISM-ISMD®

DISM-ISMD® è un protocollo adatto ad essere compilato e strutturato da operatori e addetti del settore dei beni culturali: e ad essi si rivolge, infatti, per la definizione dello standard e il perfezionamento delle procedure operative. I consigli ritenuti validi verranno via via applicati allo standard in modo da ottenere un sistema quanto più aderente alle necessità degli utenti, in un processo evolutivo che porterà, ci auguriamo, ad una vera “internazionalizzazione” del protocollo.

Il gruppo di lavoro DISM-ISMD® è costituito da operatori del settore, direttori di museo, responsabili di aree tecniche collegate, studiosi, esperti e collaboratori a progetti inerenti l’organizzazione di strutture museali e la catalogazione di materiale digitale.

Compito del gruppo di lavoro sarà:

  • individuare le aree e i livelli che dovranno far parte dello standard DISM- ISMD®;
  • definire i criteri di gestione e presentazione dei dati;
  • suggerire nuove modalità d’uso del protocollo;
  • ampliare il concetto di area strutturando percorsi tematici specializzati;
  • migliorare l’interfaccia utente;
  • analizzare e definire nuove funzionalità ed estensioni.

Il gruppo di lavoro verrà costituito e ampliato nel corso della catalogazione e conservazione del materiale archivistico.

DISM-ISMD® http://dism.org

In protocollo DISM-ISMD® sono stati realizzati il Sistema Museale Telematico della Regione Abruzzo (http://musei.abruzzo.it) e il motore di ricerca specializzato MuVi – Musei Virtuali Internazionali (http://muvi.org).

Per aderire al gruppo di lavoro è sufficiente inviare una e-mail di presentazione a: gruppo@dism.org.

 


Contenuti del sito

Nel sito sono riportate la prima definizione teorica del protocollo, le specifiche tecniche e le aree interattive per utenti e operatori. In pagine a parte è riportato il materiale presentato nel convegno del 19 Aprile 2001 (il Museo Digitale) organizzato da Giuliano Gaia del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Le aree interattive sono attualmente in sviluppo: è possibile quindi testarne, in parte, le funzionalità. Saremo lieti di ricevere le vostre segnalazioni all'indirizzo: debug@dism.org. Per la corretta visualizzazione si consigliano browser aggiornati (Mozilla, Firefox, Safari, Omniweb) e una risoluzione di 800x600. Purtroppo sui navigatori datati (ad es. Explorer / Netscape) non si attivveranno le aree in java, i fogli di stile e alcune funzioni in Php.


International Standard Museum Description
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