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La costruzione fu iniziata verso il 1510, su progetto dell'architetto Erardo Barleduc,
e si basava su una pianta di pentagono irregolare con cinque bastioni ai vertici
tutti sulla riva destra; sulla sinistra furono in seguito aggiunti due bastioni raccordati
da cortine. Soltanto nel 1557 acquistò una efficace consistenza.
Normalmente era presidiata da una guarnigione ridotta e servì
come luogo di concentramento di truppe in caso di guerra.

Nel 1566, durante la scorreria turca di Pialì Pascià
in Adriatico, fu un valido baluardo ed impedì l'occupazione della città,
sola tra gli abitati della costa ad essere risparmiata.
Nel '600 venne costruita la caserma di fanteria tuttora esistente
(occupata dal Museo delle
Genti d'Abruzzo e dal Genio Militare). Il piano
inferiore della caserma fu adibito in parte a magazzini ed in parte a carcere.
Sulla riva sinistra del fiume, a Rampigna, venne costruita la caserma
per la cavalleria, con una scuderia capace di ospitare un centinaio di quadrupedi.
Durante la guerra di successione Spagnola, nel 1707, la guarnigione
Spagnola si arrese agli Austriaci con gli onori delle armi; nel 1734 furono gli Austriaci
a dover capitolare, dopo accanita resistenza, agli Spagnoli.
L'assedio del 1734 viene considerato militarmente il più
interessante della fortezza di Pescara.
Ampliata e migliorata successivamente dai Borboni con un armamento
che comprendeva una cinquantina di pezzi di artiglieria tra cannoni, colubrine e
mortai, si arrese il 24 dicembre del 1798 ai Francesi comandati dal Generale Duhesme.
Difesa dalla legione di Ettore Carafa, capitolò alle "masse"
di Giuseppe Pronio il 30 giugno 1799.
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