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REGIONE ABRUZZO • ASSESSORATO ALLA CULTURA • CENTRO REGIONALE BENI CULTURALI
Caramanico Terme (Pescara)
Museo Naturalistico Archeologico "Paolo Barrasso"
Tipologia: Naturalistico
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S. Eufemia
Informazioni turistiche; rilascio autorizzazioni per escursioni all'interno della Riserva Naturale Valle dell'Orfento; visite guidate (su prenotazione); vendita libri, carte dei sentieri e materiale informativo sui Parchi d'Abruzzo;

Strutture: Museo Naturalistico ed Antropologico "Paolo Barrasso"; Centro Studi, provvisto di sala proiezioni, biblioteca, videoteca, diateca e laboratorio scientifico; Ufficio Comando Stazione Forestale Caramanico Bis tel. e fax 085.92.20.84; Foresteria: per il suo utilizzo è necessaria una autorizzazione da richiedere all'ex A.S.F.D. di Pescara (tel. 085.72.303); Area picnic; Voliere per il recupero di rapaci;

Aree faunistiche:
Lontra europea;

Accessibilità ai disabili:
per tutte le strutture.


IL PERCORSO ESPOSITIVO
La Sezíone Archeologica del Museo "Paolo Barrasso" si colloca al primo piano dell'edificio principale del Centro Visitatori della Riserva Naturale "Valle dell'Orfento" in Caramanico Terme (PE). L'allestimento, curato dai tecnici dalla Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo coadiuvati dal personale del Corpo Forestale dello Stato (sedi di Pescara e Caramanico), cerca di affrontare in un unico progetto le molteplici problematiche connesse alla visita dei portatori di handicap.

Pertanto, sia i reperti archeologici accuratamente esposti in vetrina che i pannelli didattici di supporto, sono stati distribuiti all'interno dei limitati spazi disponibili della sezione (mq 130) permettendo a tutti gli utenti, ivi compresi quelli con differenti forme di handicap, una visita al museo lungo percorsi differenziati.

Per facilitare l'accesso al percorso del primo piano, già utilizzato per mostre temporanee, fin dal 1989 la Direzione Amministrativa delle Foreste Demaniali di Pescara aveva collocato una pedana per disabili alla base dello scalone di accesso, allo scopo di risolvere i problemi connessi agli spostamenti con carrozzina.

A distanza di alcuni anni, con l'apertura al pubblico della nuova Sezione Archeologica, si è voluta perfezionare l'accessibilità agli spazi museali anche a portatori di handicap sensoriale: mi riferisco ai non vedenti e agli ipovedenti, le cui specifiche esigenze di comunicazione non possono essere assolte con la semplice eliminazione delle barriere architettoniche. Il quadro normativo sull'argomento, tuttavia, risulta ancora carente nonostante le ripetute raccomandazioni rivolte al legislatore dalle associazioni interessate (Unione Italiana Ciechi, ecc.); di conseguenza spesso come in questo caso, l'individuazione dei modi di comunicazione e linguaggio è demandata solo alla capacità progettuale di pochi esperti. Attraverso la stretta collaborazione con una struttura altamente specializzata come l'lstituto Dei Ciechi di Milano - Centro per l'autonomia e l'integrazione del non vedente e dell'ipovedente, che da anni si occupa di questi problemi, si è quindi cercato di impostare su questi temi un discorso nuovo.
Scarsi sono infatti i riferimenti su scala nazionale ed internazionale, e non presentano un'impostazione paragonabile a quella di Caramanico, pensata appositamente per concentrare l'attenzione dei non vedenti su temi complessi e di non facile divulgazione legati all'archeologia.

Per il cieco, la visita all'interno del museo si sviluppa in totale autonomia: una volta accompagnato all'inizio del percorso, egli è autosufficiente sino alla fine del suo giro. Ciò è possibile grazie a un particolare corrimano in metallo, trattato con vernici sintetiche che attutiscono al contatto la sensazione di freddo. Il corrimano, tenuto sollevato a 90 cm dal piano di calpestio da numerosi montanti verticali, parte dal piano terra e accompagna il visitatore fino all'uscita come un filo di Arianna. In corrispondenza dei luoghi di attenzione (pannelli didattici, contenitori per oggetti, ecc.) esso cambia materia diventando di legno: questo salto materico, accentuato da piccoli dischi di divisione, avverte fisicamente il non vedente che in quella area può sostare per leggere dei brevi testi trascritti in Braille e toccare alcune copie di reperti archeologici significativi esposti nelle vetrine. Il retro dei sette pannelli didattici bifacciali e i quattro contenitori per oggetti in copia che descriverò più avanti, sono accessibili a tutti i visitatori, in quanto perfettamente inseriti nel percorso generale. Appare inoltre difficile che lo stesso visitatore comune possa resistere alla tentazione di toccare le copie degli oggetti esposti. Per indirizzare con maggiore facilità i non vedenti nel loro giro, sempre in corrispondenza dei luoghi di attenzione sono stati inoltre sistemati a terra numerosi elementi ausiliari riconoscibili al tatto del piede durante la deambulazione (particolari pavimenti in gomma). Si tratta di tappeti con bolli e scanalature che contrastano nettamente con la pavimentazione esistente, incidendo così su questo tipo di sensibilità che nei ciechi risulta più esercitata.

L'articolato percorso nel museo è stato snellito ulteriormente attraverso l'uso da parte degli utenti di apposite sezioni audio in più lingue (versioni diverse per vedenti e non vedenti).
Lungo la visita, brevi testi musicali incisi su nastro magnetico da ascoltare in cuffia introducono alle varie sezioni indicando i luoghi di sosta e di attenzione, e suggerendo così una corretta fruizione del museo. I visitatori, singoli o riuniti in gruppi, possono inoltre richiedere una multivisione appositamente realizzata, riguardante i temi trattati nella sezione archeologica.


I PANNELLI DIDATTICI PER NON VEDENTI E IPOVEDENTI
I diciannove pannelli esplicativi (formato 70 x 100 cm) del percorso di visita sono stati utilizzati su ambo i lati: sette di essi hanno un fronte peculiare dedicato a non vedenti e ipovedenti, ripartito in due sezioni. La parte bassa è costituita da due pannellini affiancati e realizzati con il thermoform, su cui sono stati stampati brevi testi a rilievo (sintesi dei corrispettivi che compaiono sui pannelli "ordinari") in caratteri Braille ed alcuni disegni in rilievo di reperti archeologici significativi esposti in vetrina. La parte alta invece è destinata esclusivamente agli ipovedenti, che avranno la possibilità di leggere delle sintesi degli argomenti salienti con testi dai caratteri ingigantiti e ben illuminati, e di seguire la sagoma di disegni a fondo pieno dalle proporzioni appositamente ingrandite. Risulta di estrema importanza l'esplorazione tattile delle sagome a rilievo degli oggetti, in grado di accrescere fortemente le possibilità di accesso a informazioni difficilmente descrivibili con un testo.


GLI ESPOSITORI APERTI PER OGGETTI
Il tatto, a differenza della vista, percepisce gli oggetti in maniera più analitica che sintetica . Il non vedente è capace di apprezzare la globalità soltanto attraverso una complessa operazione di costruzione intellettuale dell'oggetto. Sulla base di queste considerazioni, espresse in più occasioni da numerosi studiosi ed esperti di settore, si è cercato di fornire un ulteriore strumento di lettura ed esplorazione all'interno del Museo attraverso quattro espositori aperti in legno, riempiti di oggetti archeologici di peso e materia il più vicino possibile alla realtà.

Il toccare oggetti sviluppa nel cieco il senso delle forme e lo aiuta a distinguerne le sfumature e a coglierne i significati. Ma l'impressione tattile è importante anche per i vedenti che esploreranno gli oggetti esposti nei contenitori, soddisfacendo, non soltanto la curiosità, ma anche tutto quello che può collegarsi alla fruizione di oggetti normalmente sempre chiusi in vetrina.


I PANNELLI DIDATTICI ED ESPLICATIVI
In altri musei o sezioni archeologiche presenti nel territorio abruzzese sono stati già adottati, con ottimi risultati, numerosi espedienti grafici e/o coloristici necessari allo snellimento delle procedure di comprensione: colori guida legati ai temi trattati, simboli accattivanti riferibili a specifici periodi storici, titolistica di tipo giornalistico, frasi di ambito per le informazioni di contenuto, schemi grafici per la partitura dei testi e delle immagini, ecc.

Nel caso della sezione archeologica del Museo di Caramanico, sempre con riferimento alle esperienze appena citate, si è fatto ricorso a dei criteri nuovi o comunque ad approfondimenti più avanzati, specie per quanto concerne il tema delle frasi di ambito.

In precedenza (Museo Preistorico di Campli, TE), si era affidato ad un segnalatore intermedio (cartello collocato lungo il percorso di visita) il compito di creare nel visitatore un'aspettativa, derivante dalla lettura di frasi brevi, semplici, didascaliche, capaci di creare emozioni e/o suggestioni, insomma di stimolare l'immaginazione e la fantasia di chi legge.

La frase in sostanza doveva preparare il visitatore all'approccio con le vetrine ed i pannelli didattici associati al tema trattato. Nel Museo di Caramanico, invece, la frase di ambito è stata sostituita da una striscia grafica realizzata con tecnica mista (pastello e acquerello): le parole quindi diventano delle vere e proprie immagini. Per ogni determinato periodo storico sono stati scelti e ridisegnati diversi oggetti archeologici provenienti dai numerosi scavi condotti dalla Soprintendenza nel territorio abruzzese ed in particolare nell'area della Maiella.

Gli oggetti utilizzati nelle figure poste in primo piano sono principalmente quelli legati alla vita quotidiana e ai riti di sepoltura (contenitori ceramici, monili, armi, ecc.); quelli per gli sfondi, invece, sono in genere fondali di paesaggi, di vita quotidiana, di lavoro, oppure segni legati alla scrittura o alle manifestazioni dell'arte nell'antichità, che descrivono gli usi e costumi delle popolazioni a cui appartengono. La striscia grafica racchiude nel complesso alcuni degli elementi salienti della storia del periodo o del tema trattato nel pannello didattico. In basso a sinistra, compare un simbolo guida (un oggetto archeologico di spicco) di facile memorizzazione che, oltre a sintetizzare il periodo storico di riferimento, associa il pannello alle vetrine corrispondenti.

Walter Pellegrini
 















 
       
 
   
 
 
   
 

   
 
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